UNA VICENDA GROTTESCA

DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI CICCIANO

    L’atteggiamento di ostilità e l’ostruzionismo sistematico attuato dal Comune per impedire la costruzione della chiesa evangelica rischiano di esporre l’intera comunità alla più infamante delle accuse: quella di razzismo religioso.

 

   La comunità evangelica di Cicciano è presente sul territorio da più di mezzo secolo e rappresenta la prima e più antica presenza evangelica organizzata nell’agro nolano. Testimonianze relative alla presenza di evangelici a Cicciano risalgono agli anni Trenta e Quaranta, ma non sono mancati anche in secoli lontani antesignani e precursori peraltro abbastanza illustri come l’abate Minichini ( che, secondo fonti accreditate, pare sia divenuto evangelico in Inghilterra da esule) e Pomponio Algieri (uno studente nolano del Cinquecento divenuto evangelico a Padova e morto  martire a Roma, a causa della sua fede, per mano dell’Inquisizione). Non è il caso di insistere in questa occasione sulle radici storiche della presenza evangelica sul territorio; la storia del dissenso religioso nell’agro nolano è tutta da scrivere, ma è provato che il territorio abbia risentito dei fermenti rinnovatori e riformatori diffusi a Napoli ed in altre parti della regione sia da chi aveva aderito alla riforma protestante, che da coloro i quali ritenevano possibile una riforma della chiesa dall’interno.

   La comunità evangelica di Cicciano è composta da onesti, laboriosi e impegnati cittadini; da diversi anni sono presenti nella vita sociale e culturale del comune con iniziative a cui tutti hanno riconosciuto valore e importanza. Con il centro culturale “Giovanni Diodati” cercano di dare un contributo alla promozione della cultura, non solo religiosa, in un contesto dove è sempre stato difficile operare culturalmente; con la loro associazione di volontariato “Diaconia”, svolgono un importante lavoro di recupero per i tossicodipendenti, oltre ad iniziative come la giornata di prevenzione del cancro alla mammella, proposta ogni anno, gratuitamente, in collaborazione con l’Ospedale Evangelico di Napoli. Si tratta, dunque, di una comunità aperta e disponibile che si immagina al servizio del prossimo per una globale crescita della comunità civile, anche se a partire da principi di fede chiari e radicati nella coscienza.

 

   Sono ormai più di quindici anni che la comunità evangelica di Cicciano sta cercando di costruire un luogo di culto con annesse strutture per le attività pastorali e per tutto quanto concerne la propria vita comunitaria; in tutti questi anni si è proceduto, con le varie amministrazioni che si sono succedute negli anni, facendo un passo in avanti e due indietro. Così si sono rimandate all’infinito decisioni che si potevano prendere otto o dieci anni fa. Nonostante ciò sono stati prodotti una quantità impressionante di atti amministrativi e burocratici che, tre anni fa, hanno portato alla formalizzazione della concessione del suolo sul quale la chiesa deve essere costruita. Sembrava che, con quest’ultimo atto, la vicenda si fosse conclusa; invece, quando è stata inoltrata la richiesta per il rilascio del permesso a costruire, l’ufficio tecnico si è rifiutato di rilasciarla senza fornire alcuna spiegazione. Questo atteggiamento ha indotto la comunità evangelica ad adire le vie di un ricorso amministrativo; così il presidente della provincia nominò un commissario ad acta il quale, dopo aver esaminato l’intera vicenda sotto ogni profilo, ha deciso di rilasciare il permesso perché non sussistevano elementi ostativi. Ma, ciò nonostante, si continua a fare ostruzionismo gratuito e senza alcuna ragione. Infatti, nonostante il commissario abbia consegnato il dossier con le motivazioni del rilascio del permesso a costruire il 10 marzo scorso, l’ufficio tecnico, la giunta e il sindaco continuano a fare riferimento non si sa a quali presunti problemi.

   E’ necessario allora chiarire due cose. Primo fatto. L’attuale sindaco e l’attuale dirigente dell’ufficio tecnico rappresentano in questa vicenda l’elemento di continuità; infatti, furono loro ad appoggiare (il primo politicamente perché vice sindaco, l’altro tecnicamente) la richiesta della comunità evangelica fin dal 1991: individuazione dell’area, delimitazione della superficie e quant’altro necessario fu tutto proposto e appoggiato da loro. Ebbene, da quando questo sindaco è tornato in sella all’amministrazione l’atteggiamento è cambiato. Perché il sindaco ed il dirigente dell’U.T.C. si ostinano a perpetrare simili atteggiamenti ostruzionistici? Secondo fatto. La concessione della superficie è un atto dovuto e, peraltro, riconosciuto; il permesso a costruire è stato anch’esso rilasciato. Tutte le motivazioni ufficiose (perché non sono state mai messe per iscritto) circa eventuali irregolarità in alcuni passaggi sono state, pertanto, clamorosamente smentite da un organo superiore. E poi chi le avrebbe commesse queste irregolarità visto che l’U.T.C. ha sempre avallato quello che c’era da avallare?

 

   Mi rifiuto di credere alle voci che parlano di ingerenza e pressione da parte di protagonisti della vita sociale e politica della nostra cittadina; mi rifiuto di credervi perché non riesco a comprendere il senso e le motivazioni che animerebbero tali iniziative. In ogni caso, però, anche il solo chiacchiericcio da cortile che sembra essere sullo sfondo dell’intera vicenda rende la stessa grottesca e genera l’aspettativa di una smentita; una smentita che si realizzi non solo e non tanto attraverso proclami di facciata, ma con gesti costruttivi ed iniziative di solidarietà. L’apertura e la sensibilità a collaborare, unita allo spirito di dialogo dimostrato dalla comunità evangelica di Cicciano verso quella cattolica, meritano più dello strisciante sospetto di razzismo religioso che potrebbe generare il perdurare di questa vicenda nei termini esposti.

   E  poiché la degenerazione della medesima rischia di valicare i ristretti confini dell’ambito comunale, rivolgo un appello ai cittadini ed alle istituzioni più attente ed avvedute affinché l’onorabilità di Cicciano non sia compromessa agli occhi dell’opinione pubblica nazionale.

 

 

                                                                                            Carmine Napolitano

                                                                                     Ministro di culto evangelico