Un arrogante presuntuoso
alla guida del Consiglio comunale di Cicciano
Ho
assistito con stupore all’ultimo Consiglio comunale tenutosi il 16-07-
Smorzato
l’effetto delle nomine degli Assessori, del Presidente e deleghe varie, la sala non
era gremita come la seduta di insediamento (tutto prevedibile).
La
serata è stata interamente e intenzionalmente ricoperta da ruolo di “prima
donna” dal Presidente di Consiglio Comunale (Galasso), il quale, pensando che
il regolamento gli attribuisca un ruolo di totale autonomia nella gestione
delle sedute di Consiglio comunale, ha pensato di ergersi unicamente a difesa
della sua maggioranza, sfoggiando un’arroganza e una presunzione, che non ho
mai visto in tanti anni a Cicciano, in seno ai consigli comunali.
Eppure
Galasso non vanta un qualificato pedigree
di amministratore, che può permettergli questa carica di protervia: la sua passata
gestione di Assessore, ha solo arrecato danni alle casse dell’amministrazione e
alle tasche dei cittadini, bruciando denaro pubblico e innescando il famoso meccanismo
delle cartelle pazze, che a tutt’oggi restano l’incubo dei cittadini di cicciano.
Sembra
che per Galasso, i cittadini siano emeriti cialtroni, che devono servire solo
per scrivere il nome sulla scheda elettorale; per questi inutili soggetti
denominati “cittadini”, che votano (volutamente o forzatamente) spesso sotto
ricatto o elargizioni, le sedute consiliari non devono servire a erudire gli
stessi su scelte e/o indirizzi amministrativi.
Un
Presidente di Consiglio, non può in nessun modo accettare che il regolamento o
le sue interpretazioni, possano imbavagliare il consiglio comunale; il
Presidente dopo la sua elezione, deve dimenticare che viene dalle file della
maggioranza, e deve garantire il dialogo, l’esercizio, il diritto e il confronto sereno tra tutte le componenti del
Consiglio comunale.
Il Presidente del Consiglio Comunale è organo
istituzionale, rappresenta il Consiglio e ne
dirige i lavori. Per l'esercizio delle sue funzioni il Presidente si ispira a criteri di imparzialità intervenendo a difesa
delle prerogative del Consiglio e dei diritti dei consiglieri, come i presidenti di Camera
e Senato (che non si offendano Bertinotti
e Marini per l’accostamento).
Il
Regolamento del Consiglio comunale che nella passata legislatura, è stato
completamente rivisitato dalla stessa maggioranza, per rendere sempre più
difficile il ruolo delle minoranze che, con la loro azione, devono tentare di
mettere a nudo, in positivo e/o in negativo l’operato della maggioranza; un regolamento
strutturato per allontanare sempre di più i cittadini dalla cosa pubblica.
A conferma di questa
logica, basta provare a collegarsi al sito del Comune di Cicciano, e si avrà la
sorpresa di non trovare il regolamento pubblicato, ma solo regolamenti inerenti
la tassazione in genere (insomma tutto quello che concerne i doveri del
cittadino e non i diritti). Allora mi sono divertito a ricercare su Internet la
voce “regolamento di consiglio comunale” e senza stupore, li ho trovati leggibili e scaricabili su siti
di Comuni che partono da 500 abitanti, si proprio 500.
Ho provato ad esercitare
la mia attenzione su un punto specifico della seduta in questione; l’articolo
riferito alle interpellanze e interrogazioni. Ebbene, mentre il nostro
caro Presidente ha letteralmente offeso e denigrato il Consigliere Cavezza
nell’esercizio e nelle prerogative di consigliere comunale, affermando che non
aveva diritto a repliche dopo le risposte alle sue interrogazioni, ma limitarsi
a dire come un asino “sono soddisfatto oppure sono insoddisfatto”, non una
parola in più e/o in meno, ecco invece cosa dicono a proposito dell’articolo, alcuni
regolamenti sfogliati su internet:
1)Comune di Pisa
1. Per la discussione
in aula delle interpellanze la risposta è data dal Sindaco nella prima seduta
utile del Consiglio Comunale.
2. Nell'ambito
della seduta del Consiglio, l'interpellante ha la facoltà di svolgere il
contenuto dell'interpellanza per non più di cinque minuti. La risposta deve
essere contenuta nel medesimo tempo.
3. L'interpellante
può replicare a sua volta per non più di cinque minuti.
2)Comune di Sondrio
3)Comune di
Castenaso (BO)
4)Regolamento
della Camera dei Deputati che regola tali attività
Spero che il Presidente voglia
prendere atto che il 90% dei comuni italiani, danno
spazio al confronto e al rispetto delle prerogative, e porti il consiglio
comunale su un’ accettabile funzionalità operativa e ad una forte azione di
promozione, di garanzia e di rappresentanza nei confronti di ogni componente
politica, di maggioranza e di opposizione.
Franco Vacchiano