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Riceviamo e pubblichiamo |
IL
RITORNO DEL DUCE |
(CACCAVALE)
Ebbene
si. Caccavale è il capo supremo del nostro paese. Il potere è
saldamente accentrato nelle sue mani, lo esercita in tutta la sua pienezza e
non lascia briciole per nessuno. Il consiglio
comunale svoltosi qualche giorno ne ha data piena conferma: arroganza e
presunzione sono stati gli ingredienti principali dell’incontro. Il primo
cittadino ha ancora una volta dato sfoggio di quanto sia poco sensibile alle
buone maniere di comportamento. I suoi modi, ormai noti, di alzare la voce e
imporre il silenzio ai presenti, stando seduto su quel trono, da cui non vuole
giammai staccarsi, hanno dato prova della sua poca delicatezza e della sua
scarsa umiltà, qualità di cui ne è talmente privo. La sua rapidità
nell’adempiere alle operazioni, per abbreviare e ultimare in breve tempo le
regolari procedure della seduta, ci hanno palesato un uomo che non ama ed elude
il confronto, che non tollera rapportarsi e detesta essere contraddetto, un
egocentrico, l’attore assoluto della scena, sotto la cui apparente corazza di
forza e determinazione, si cela un’individuo insicuro, pieno di incertezze, un
pavido, il quale crede di incutere timore nell’altro, ma è lui ad averne paura
ed allora lo sfugge, corre e cerca scampo come la preda inseguita dal suo
divoratore; vuole salvarsi a tutti i costi, anche se a scapito degli altri.
Ecco il grande spettacolo di Peppe ideato e diretto da lui medesimo, con parti
assegnate a ciascuno degli attori del suo cast, ben costruite con arte e
sagacia per ognuno di loro. Il ruolo dominante è quello del sindaco, maestoso e
onnipotente per niente un Cincinnato, noto personaggio dell’antica storia di
Roma. Quest’ultimo umile e semplice, virtuoso nell’animo, tale rimase fino alla
veneranda età di ottanta anni, quando eletto ancora una volta dittatore dal
senato di Roma, continuò a rimanere un modesto contadino e la leggenda narra
che era intento a coltivare il suo orticello, allorquando gli fu conferito il
prestigioso titolo. Gli altri ruoli secondari e non, saranno affidati ai suoi
fedelissimi, che incondizionatamente (si fa per dire), sosterranno la sua
supremazia, se il successo darà come risultato gloria ed onore da tributare a
tutti loro.
Sedete in poltrona e buona
visione, lo spettacolo (farsa) inizia.
* Il cittadino ha chiesto
l’anonimato per paura di ritorsioni.