Cade l'amministrazione comunale di Cicciano
A seguito delle contemporanee dimissioni di 12 consiglieri su 20, è stato sciolto il consiglio comunale di Cicciano. Giuseppe Caccavale, il sindaco eletto a grande suffragio popolare, viene mandato a casa prima della scadenza del mandato.
E' fantapolitica, utopia, sogno. Ma è certamente una speranza che tutti nel paese vorrebbero vivere, per non essere più ostaggi di politicanti da strapazzo che, a quasi un anno dall'insediamento, hanno messo in ginocchio il Paese. E' uno scenario che, se concretizzato, darebbe vigore e valore alla politica e risolleverebbe le sorti del nostro paese, perchè la crisi in atto nella maggioranza, la mancanza di governo e l'incapacità di sviluppare politiche in grado di incidere sulla vita sociale, economica e culturale del paese, stanno danneggiando ulteriormente la nostra economia e il nostro ruolo sociale e politico all'interno dell'agro nolano che, per tradizione, abbiamo sempre impartito lezioni su tendenze e percorsi.
Vi chiediamo di dire pubblicamente ai cittadini cosa siete stati capaci di fare, in quasi un anno, se non portare a compimento progetti già avviati dalla vecchia amministrazione. Non avete fatto altro che litigare tra di voi, cercare continui compromessi mai trovati, fare rimpasti.
Anzi, qualcosa siete stati capaci di fare:
rendere più povera Cicciano. Non sappiamo se è frutto della politica clientelare ma stando ai contributi per i meno abbienti che avete erogato (lievitati enormemente), il paese è diventato più povero;
sperperare i soldi pubblici. In piena festività di fine anno 2002, contro gli interessi dei settori produttivi, è partito il Piano Traffico. A nemmeno due mesi dall'attuazione, avete deliberato di azzerare tutto con l'avallo dell'Assessore competente, che fin dalla precedente amministrazione, ha scommesso tutta la sua credibilità politica sull'attuazione del piano;
violare la legge. Lo statuto comunale prevede, nel rispetto delle pari opportunità, la presenza femminile in Giunta. Il Sindaco nel comporre l'esecutivo ritenne di non ottemperare a quest'obbligo e si impegnò a modificare lo statuto comunale nei primi due mesi di amministrazione, per bypassare la suddetta violazione. Ad oggi niente è cambiato. Come può un amministrazione che viola le Leggi e le regole, pretendere che i cittadini le rispettino ???
In proposito, ci appelliamo alla saggezza del Presidente del consiglio comunale che, con grande capacità e senso delle istituzioni, sta cercando di imporre il rispetto delle Leggi e dei regolamenti comunali, affinchè nel pieno dei suoi poteri, imponga al Sindaco (accertata l'incapacità a modificare lo statuto), l'obbligo della presenza femminile in Giunta.
Ricordiamo ai nostri amministratori che la politica è cultura e che entrambe si fanno più con i fatti che con le parole. Certo, sappiamo che a Cicciano tutto è più importante della coerenza, che ci si muove solo col pallottoliere e per proprio tornaconto. In altri paesi invece, quando la politica cessa per far posto agli interessi personali, gli amministratori che non si fanno ammansire, rimettono il proprio mandato agli elettori. C’è sempre un giorno in cui anche il" votante fedele" si toglie il paraocchi e stanco di essere preso in giro mette la X da qualche altra parte. Quel giorno per voi arriverà.
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