Dimissioni a valanga all’Ufficio Tecnico

 

Mentre l’Amministrazione di Caccavale continua a produrre costose inefficienze a danno dei cittadini, sembra che un virus misterioso stia colpendo l’Ufficio Tecnico comunale con una serie di dimissioni a catena.

 

Ha cominciato il geom. Mattia Galasso, che in data 21 giugno 2007 si è dimesso dalla funzione di Responsabile Unico del procedimento per i lavori di ristrutturazione della Casa comunale dopo la pubblicazione del relativo bando di gara.

 

Il capo dell’Ufficio Tecnico, ing. Clemente Crisci, in data 12 luglio 2007 chiede (e ottiene), essendo ancora in corso lo stesso bando di gara, di essere collocato in aspettativa per motivi personali.

 

L’ing. Alfredo Pecoraro, chiamato come consulente esterno ha rassegnato le sue dimissioni a 15 giorni dall’inizio della sua attività.

 

L’ultimo caso di questa strana malattia si è manifestato nella richiesta alla Giunta da parte dell’arch. Nicola Maddaloni, distaccato dalla Regione presso l’UTC in qualità di Capo dell’ufficio, di ratificarne le dimissioni.

 

Possibile che si faccia sempre peccato, di fronte a questa valanga di dimissioni, a pensare che ci possa essere qualcosa di anomalo che le determina? Qual è la malattia che nessuno dichiara? Stando alle chiacchiere di marciapiede, la risposta potrebbe essere data dal ricorso da parte di qualche componente dell’Amministrazione alla pratica che viene denominata “Urbanistica contrattata”.

La malattia denominata “Urbanistica contrattata” può essere curata facilmente: basta rendere pubblico e trasparente il Piano Regolatore Generale vigente, in modo che ogni cittadino possa sapere la destinazione urbanistica del suo terreno.

 

Un altro effetto di questa malattia può essere considerato il ponteggio allestito sulla facciata della Casa comunale, autorizzato (o richiesto) da qualche irresponsabile, nonostante l’Ufficio Tecnico ne sia all’oscuro, incurante della incolumità pubblica e prima ancora che siano stati regolarmente consegnati i lavori. Perché tanta fretta?

 

Un’altra domanda: ora a chi diamo la colpa, visto che Giovanni Capolongo non è più assessore, e anzi ora ne abbiamo tre al suo posto (Occhipinti, Vitale e Romano)? Sarà di qualcun altro… bravo a nascondersi dietro al bancone, come un bottegaio che usa la cosa pubblica a suo piacimento.

 

Scusate se insistiamo: non sarebbe il caso che il Presidente del Consiglio, dr. A. Galasso, ci facesse sapere a che punto è il varo della Commissione sulla Trasparenza, solennemente promessa in campagna elettorale? O anche lui è colpito dal virus predetto che impedise i movimenti istituzionali in attesa che si definiscano i contorni del panorama urbanistico?

 

Tobia R. Toscano

Presidente de “Il Circolo” di Cicciano